martedì 8 dicembre 2009

Messaggio per i giovani

CARISSIMI,

mi chiamo Prashanth Cattaneo, alcuni di Voi mi conoscono, altri no, ma questo non è rilevante per capire cosa ora Vi dirò, e quindi non costituirà un presupposto necessario per valutare l’invito che cercherò in questa lettera di presentarVi e di proporVi.

Sono un giovane lecchese, da poco laureato in Scienze della Formazione con una grande passione per l’arte contemporanea e per i musei. Credo molto nella dimensione culturale e sociale di una città, sono infatti volontario di un’associazione che opera nei paesi in via di sviluppo e in Italia per l’educazione alla mondialità, in particolare attraverso i linguaggi espressivi di tutti i popoli; mi sono formato in una scuola salesiana attenta ai rapporti interpersonali e alle diverse questioni sociali come l’istruzione, la cultura, il mondo giovanile e la comunicazione, quest’ultima è poi diventata anche una professione considerando che scrivo per un giornale della nostra città.

Tutti questi aspetti che Vi ho ora brevemente elencato mi hanno motivato ed incoraggiato ad iscrivermi al Partito Democratico: un partito nel quale credo molto e nel quale ho riposto molti desideri e speranze per un rinnovamento del nostro Paese e delle sue istituzioni.

Così ho incominciato – da pochi mesi – a frequentare il Circolo Lecco 2 (dove ora sono membro del Coordinamento) per imparare concretamente cosa significare “fare politica” ed anche per dare il mio piccolo contributo alla mia Città che penso possa essere ripensata affinché sia maggiormente dinamica e vivace come altre in Italia, e come molte altre dei diversi paesi europei.


Durante una riunione di Circolo, senza che me l’aspettassi, mi è stato proposto, da alcuni responsabili del Partito Democratico Cittadino, di provare a dare vita ad un gruppo di giovani lecchesi, simpatizzanti dell’azione del Partito (ma non necessariamente tesserati). Giovani che avessero manifestato interesse nelle precedenti campagne elettorali del PD, ma anche giovani nuovi alla politica, ma animati dal desiderio di costruire qualcosa per dare un segnale nuovo all’attuale Lecco. Un gruppo, una squadra, un network capace di lanciare proposte costruttive per un maggior coinvolgimento delle nuove generazioni alla vita della Città. E questo anche in occasione delle prossime elezioni comunali che potranno rappresentare un primo segnale di cambiamento dopo le precedenti amministrazioni leghiste.

Così ho contattato alcuni di Voi partendo dai contatti raccolti dal PD Lecchese negli anni passati, e poi ho sentito alcuni amici che so bene desiderino fortemente una Città alternativa a quella che fino ad oggi ci hanno fatto vedere e vivere (in modo passivo). Alcuni di Voi staranno leggendo questa lettera senza sapere nulla di questo “cantiere”, e il mio auspicio è che accolgano questo invito nella certezza che sia possibile insieme cambiare la nostra città.

Per conoscerci, per capire cosa fare insieme e come dare vita ad un progetto costruttivo per la NOSTRA LECCO, Vi invito giovedì 17 dicembre, alle ore 21.00 presso la Sede del PD di Lecco, in via Parini 35 (edificio bianco sotto il cimitero monumentale). Sarà un incontro informale al quale potrete invitare anche tutti i Vostri giovani amici che sono convinti, come Voi, che le buone idee necessitino di un lavoro condiviso per diventare azioni e per fare Storia.

Io in questa sfida credo molto. Vi aspetto numerosi nella certezza che questo primo step possa rappresentare l’inizio di quell’ALTRA Lecco che tanto auspichiamo diventi la NOSTRA Città nella quale vivere da protagonisti e da cittadini attivi.

Prashanth Cattaneo

domenica 29 novembre 2009

In piazza contro il ddl salvapremier!

Per l'Italia, per la Costituzione, per il rispetto delle leggi

A RISCHIO 600.000 GIUDIZI.

Il ddl sulla giustizia che contiene il cosiddetto processo breve è stato presentato in Senato:

Per salvare il premier dai suoi guai giudiziari, prevede l’estinzione del procedimento

penale se uno dei 3 gradi durerà più di 2 anni.

Moriranno così moltissimi processi: si salveranno gli imputati e le vittime

resteranno senza giustizia e risarcimento. Tra questi, potrebbero essere a rischio i processi Eternit, Cirio, Parmalat.

Per la Costituzione e per il rispetto delle leggi mobilitiamoci subito!

Una manifestazione in ogni città, cominciamo dalla nostra piazza!

Lecco, piazza XX settembre

Giovedì 19 novembre ore 18

Parliamo di parcheggi...

Parliamo di parcheggi a Lecco.

Un esempio: l'area ex-Badoni!


Era il 7 maggio 1999: Antonella Faggi, allora Assessore della giunta Bodega, firma la convenzione che regola gli insediamenti sull’area ex Badoni. In cambio della possibilità di edificare le numerose decine di appartamenti dell’area denominata “Broletto”, la Società Tecno Costruzioni ’91 si impegna fra l’altro a:

1 - Cedere al comune 27 mila mq di parcheggi (pari a 700/800 posti).
I parcheggi vengono realizzati ma non vengono mai aperti: 700/800 posti a ridosso del centro che il gruppo consigliare del PD, inascoltato, ha chiesto ripetutamente di mettere a disposizione dei lecchesi...
Perchè? dolo o incapacità?

2 - Ristrutturare l’edificio di archeologia industriale denominato ”Broletto”.
Le impalcature per i lavori di recupero limitano il passaggio su Corso Matteotti da anni e sono inutilizzate, l’edificio rimane così com’è...
Perchè? dolo o incapacità?

3 - Destinare 9000 mq a servizi di interesse pubblico.
Neppure 1 mq è stato usato per questo scopo, e oggi, ad esempio, si è costretti a dover reperire sul mercato privato spazi per il Tribunale.
Perchè? dolo o incapacità?

4 - Realizzare il collegamento pedonale fra Via Castagnera e l’area adibita a Uffici Pubblici.
Il collegamento non è mai stato aperto.
Perchè? dolo o incapacità?


Non vogliamo credere che tutto ciò sia avvenuto con coscienza e volontà magari per tornaconti personali, quindi denunciamo la
T O T A L E I N C A P A C I T A’
delle amministrazioni guidate dai leghisti Faggi e Bodega.

Questa è una delle tante ragioni per cui abbiamo deciso di far cadere il Sindaco Faggi attraverso lo scioglimento del Consiglio Comunale per andare a nuove elezioni.

Su Facebook la città che vorrei

Nasce su facebook il gruppo: la città che vorrei- idee per una Lecco migliore. Aiutaci anche tu a migliorare la nostra città. Mandaci le tue idee e proposte per fare di Lecco una città più vivibile, aperta, accogliente e sostenibile. Ne terremo conto nella stesura del programma per le prossime elezioni amministrative del marzo 2010. Il gruppo è aperto a tutti gli interessati, lo puoi trovare cliccando qui.

Lecco ferma: grazie alla Lega e al PdL

La scelta di porre fine all’amministrazione Faggi con le dimissioni dal Consiglio l’abbiamo ponderata ed assunta con profondo senso di responsabilità poiché non c’erano alternative, di fronte ad un’amministrazione bloccata ed opaca, per ridare al Comune un governo efficace e trasparente. Una scelta grave ma necessaria per risolvere una crisi profonda.

Di fronte alla sfiducia mossa dalla maggioranza dei rappresentanti dei cittadini che, come gli stessi dirigenti Lega-Pdl sanno, è ben più ampia delle 21 firme raccolte, l’ormai ex-maggioranza si affretta con incredibile arroganza a stigmatizzare lo scioglimento del Consiglio sostenendo che le opere della città ora si fermerebbero.

Un’affermazione ridicola mossa da chi, al governo da anni, si è dimostrato assolutamente incapace di portare a compimento opere importanti, perennemente promesse e mai realizzate: il depuratore, la nuova piscina, il sottopasso della stazione, eccetera. Per non parlare delle tante convenzioni che per la parte in cui erano previsti servizi per i cittadini (parcheggi e sale) non sono state mai attuate. Le responsabilità della Giunta attuale e delle precedenti sono lampanti e incontrovertibili. Per anni i loro giochetti di potere, i ricatti e gli sgambetti – mossi dalla fame di poltrone e da alcuni interessi forti – hanno paralizzato le scelte amministrative e i lavori del Consiglio.

Certo, qualche opera è stata iniziata; peccato che si è spesso dovuto rifarla a spese di tutti: basta pensare a viale Turati, via Tonio da Belledo o al Tribunale.

L’unica strada possibile per degli amministratori responsabili era porre termine a questa storia. Insieme ad altri, noi abbiamo scelto di imboccarla. Per riportare il bene della città al centro delle preoccupazioni degli amministratori.

Gruppo consiliare PD – Comune di Lecco

Lecco, 30 ottobre 2009


Cade la giunta Faggi, la fine di agonia

Lecco, 28 ottobre 2009

Questa mattina alle ore 9.00 i consiglieri Comunali del PD Stefano Angelibusi, Martino Mazzoleni e Fausto Crimella si sono presentati all’Ufficio protocollo del Comune di Lecco, hanno chiesto del segretario generale dottor Vincenzo Del Regno per presentare 21 lettere di dimissioni dalla carica di consigliere comunale, firmate da 16 membri della minoranza e 5 della maggioranza. Il segretario generale si è recato immediatamente dal Prefetto Nicola Prete per consegnare le dimissioni dei consiglieri.

La Giunta Faggi è pertanto ufficialmente caduta. Ora si attende il decreto del Presidente della Repubblica per la nomina del Commissario.

Commenta il segretario cittadino Vittorio Campione. “E` una bellissima giornata e a Lecco si respira un`aria diversa. Si tratta di uno fra i primi e più importanti risultati che raggiungiamo. I fallimenti della giunta Faggi sono due: non aver creato una maggioranza solida - lavorando tra l’altro senza avere un disegno preciso - e aver dimostrato un`incapacità amministrativa che è stata evidenziata in questi anni. Molti atti non hanno avuto un seguito, non sono state rispettate diverse convenzioni, su molti aspetti l`amministrazione ha mostrato un imbarazzante immobilismo ma soprattutto si è vista la mancanza di un progetto strategico. Insomma se da una parte si è scelto di non decidere, dall`altra le scelte fatte si sono rivelate dannose per tutta la città. Pensiamo alla viabilità, ai parcheggi, all`ex area Pagani. Oggi è davvero una bellissima giornata che apre orizzonti nuovi per la città per la quale i cittadini potranno pensare a un`anima e a un progetto”.

I risultati delle primarie a Lecco

Hanno votato in più di 2.200 persone nei 6 seggi predisposti dal Partito Democratico della città di Lecco; un valore che eguaglia la partecipazione del 2007, per le primarie che elessero Veltroni.

Le percentuali definitive assegnate ai tre candidati sono le seguenti:

Bersani 51 %

Franceschini 32,5 %

Marino 16,5%

In Provincia di Lecco, i votanti sono stati 12.500 e le percentuali sono 52,5% per Bersani, 31,5% per Franceschini e 16% per Marino.

Un ringraziamento sentito va a tutti gli elettori che hanno fatto di questa giornata una festa di partecipazione democratica. Un grazie anche alle decine di volontari che, con il loro lavoro hanno reso possibile la consultazione.

lunedì 21 settembre 2009

II Partito Democratico sta affrontando il primo congresso della sua storia. Da questo momento importantissimo usciranno il nuovo segretario e, attraverso le liste ad essi collegate, i componenti delle assemblee nazionali, regionali e delle convenzioni provinciali. La prima fase è affidata alle iscritte e agli iscritte che, ciascuno nei propri circoli, dovranno scegliere il candidato alla segreteria del Partito. Ogni candidato si presenta con una mozione in cui descrive la sua idea di Partito e le linee politiche che lo guideranno se verrà eletto.

Il Circolo Lecco 2 convoca gli iscritti

Venerdì 25 settembre

alle ore 21.00

presso la sede di via Parini, 35

In questa occasione oltre ad una presentazione dei candidati, delle liste e delle mozioni a loro collegate, ci sarà la possibilità di confrontarsi in un dibattito in cui ognuno potrà fare le proprie riflessioni e la propria dichiarazione di voto. Al termine della serata si voterà.

La seconda fase prevederà poi le ELEZIONI PRIMARIE, che si svolgeranno il 25 ottobre e nelle quali saranno chiamati ad esprimersi, oltre agli stessi iscritti, anche tutti coloro che lo desidereranno previo versamento di 2 euro a titolo di rimborso spese come è avvenuto nelle occasioni precedenti.

sabato 30 maggio 2009

Il PieDibus del PD: la politica va incontro ai cittadini

Altro che il solito corteo o il classico comizio: il circolo Lecco 2 del Partito Democratico ha organizzato sabato scorso una iniziativa davvero originale: il PieDibus del PD. Un gruppo di famiglie con bambini al seguito ha percorso le vie dei quartieri di Castello e Santo Stefano, insieme ai candidati del Partito Democratico per le elezioni provinciali Stefano Citterio (Collegio lecco 1) e Carla Zanetti (Collegio Lecco 3).

Un corteo allegro, colorato e simpaticamente rumoroso che ha percorso le vie dei rioni cittadini incuriosendo i passanti e offrendo palloncini e fischietti ai bambini che incontrava. “Abbiamo utilizzato il mezzo di trasporto più ecologico del mondo: le nostre gambe! – afferma il portavoce del circolo Vittorio Campione – Con questa iniziativa abbiamo voluto sottolineare anche le numerose azioni effettuate in questi anni in materia di tutela dell’ambiente dal Presidente Virginio Brivio: basti pensare alla realizzazione di 380 km di piste ciclabili, al miglioramento della viabilità, all’incentivazione della raccolta differenziata”.

Molte persone hanno voluto incontrare i candidati dei due collegi e confrontarsi con loro ed è stato distribuito il materiale elettorale della lista del Partito Democratico e del candidato presidente Virginio Brivio.

“Ci ha fatto molto piacere riscontrare così tanto interesse e un tale calore intorno all’iniziativa – prosegue Campione – si dice spesso che le persone sono distanti dalla politica, ma forse è più corretto affermare che talvolta è la politica ad essere lontana dalla gente. Noi abbiamo cercato di avvicinare il messaggio politico ai cittadini in modo semplice e immediato e il risultato è stato più che positivo!”

E alla fine del percorso, per recuperare le forze dopo la lunga camminata, la meritata ricompensa: un aperitivo in compagnia! I partecipanti al corteo e numerosi passanti si sono incontrati presso il bar Mojito di Viale Turati per un rinfresco, dove sono proseguiti i confronti con i candidati e gli elettori.


giovedì 28 maggio 2009

Il Sindaco, il Comune di Lecco e la Provincia


La Sindachessa di Lecco Antonella Faggi risponde indignata oggi su "La Provincia" di Lecco alla contestazione fatta lunedi scroso dal Pd, davanti al Municipio, per protestare contro il rinvio dei Consigli Comunali lecchesi a dopo le lezioni.
Qualcuno pensava malignamente (come sono sempre maligni quelli di Sinistra !) che il rinvio fosse un "escamotage" per non continuare a mettere in piazza i soliti spettacoli poco edificanti , di ripicche , assenze, ritorsioni, particolarmente spiacevoli in campagna elettorale, perchè sottolineano le divisioni esistenti all'interno della maggioranza, in cui correnti, gruppi, lobbies di interessi diversi non mancano di certo.

"Nient'affatto" spiega la Sindachessa , il rinvio è dovuto ai numerosi impegni elettorali dei consiglieri : "chi aveva un dibattito, chi una manifestazione, chi un impegno in Regione" (solo la Fortino poverina è rimasta con l'agenda inspeigabilmente vuota ! ndr).

Intanto però molto opportunamente il gruppo di Sinistra e Libertà scrive nero su bianco quali sono i molti problemi non risolti della città lecchese, più o meno completamente ignorati dagli amministratori di centrodestra, nel frattempo intenti ai loro "dibattiti" interni.

Insomma, se come prevedibile anche la provincia andrà a Daniele Nava, ha ragione Ambrogio Sala a dire che sarà sicuramente questo il tipo di amministrazione che dovremo aspettarci: una amministrazione ferma, grandi "dibattiti" interni su chi comanda e quali spartizioni farsi, e tanti saluti ai problemi dei cittadini.

Un consiglio però potremmo dare a Nava, sempre se vincerà queste elezioni: convochi la prima seduta del nuovo consiglio provinciale (o magari la seconda) per il prossimo luglio del 2014. Nel frattempo, consiglieri e assessori avranno molto tempo per "dibattere" e "chiarirsi" al loro interno. 
(Enrico Baroncelli - www.leccoprovincia.it)

martedì 26 maggio 2009

Vieni anche tu al PieDibus del PD!!



Il circolo Lecco 2 del PD (Castello-S.Stefano) organizza per sabato mattina la manifestazione “Il PieDibus del PD”.

Si parte dalla Piazza della Chiesa di Castello alle ore 9.00 e si percorrono i quartieri di Castello e Santo Stefano con un corteo allegro, colorato e sonoro, che coinvolgerà gli abitanti, i passanti e i  negozianti dei rioni.

Alle ore 11.00 si giungerà in Viale Turati dove verrà allestito un gazebo all’incrocio di via Belvedere, vicino al bar Mojito. Qui, alle ore 12 è previsto un aperitivo a cui prenderanno parte i candidati del PD per le elezioni provinciali.

Tutti gli interessati si possono unire al corteo, sono invitate anche le famiglie, per i bambini saranno disponibili palloncini colorati e piccoli gadgets. 

sabato 16 maggio 2009

Un vicesindaco...inutile!!

l candidato del PdL Daniele Nava si presenta con lo slogan “Provincia utile o niente”, ma deve dire anche cosa ha fatto da Vice Sindaco del Comune di Lecco, perché possa essere considerato dai cittadini un Comune utile.
La coalizione di centro-destra che si candida per governare la Provincia, al Comune di Lecco ha collezionato una serie impressionante di fallimenti.
 
Acquisto del parcheggio di Via Ponte Alimasco a Castello (2 milioni di €), chiuso da 10 anni; in altre zone della città, parcheggi pubblici chiusi per mancata applicazione delle convenzioni,
Mancanza di un depuratore adeguato. Oltre sei milioni di € stanziati, ma il Depuratore non c’è.
Sedici milioni di € “impantanati” per il rifacimento del Tribunale: un buco nell’acqua!

L’elenco delle opere incompiute e degli sprechi è impressionante:
Viale Turati, 2,5 milioni di buche!
Auditorium, 1,6 milioni di € e resta chiuso Piscina scoperta, 2,2 milioni di €, ma non c’è traccia
Palazzo delle Paure, 3,5 milioni e non sanno cosa farne
Passerella, un mutuo di 4,5 milioni per un’opera che non c’è

Per rimediare a tutti questi disastri, che avevano creato un buco nel bilancio del Comune,  la Giunta in cui Nava è Vice Sindaco, ha introdotto l’addizionale IRPEF, proprio in un momento in cui molte famiglie incontrano difficoltà a causa della crisi, contraddicendo l’impegno preso in campagna elettorale a “non mettere le mani nelle tasche dei cittadini”!

domenica 19 aprile 2009

Il mercatino della vergogna

E così la nostra giunta, capitanata dal Sindaco Faggi, ne ha inventata un’altra delle sue. Anziché stanziare dei fondi per i terremotati dell’Abruzzo, o studiare qualche iniziativa di solidarietà come una raccolta fondi o un gemellaggio con uno dei Comuni colpiti dal sisma, cosa fa il Comune di Lecco?

Raccoglie qualche soldo vendendo la merce sequestrata ai venditori abusivi!

Ossia, facendo suo il motto che fu di Robin Hood e personalizzandolo: “ruba ai poveri per dare ai poveri”. Siamo proprio sicuri che non ci fosse altro modo per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni colpite da questa tragedia? O forse siamo maligni se pensiamo che si tratta solo dell’ennesima iniziativa per “mostrare i muscoli” dell’Amministrazione, dopo le famigerate ordinanze sull’ordine pubblico che prescrivevano addirittura la confisca del piattino per chi osasse chiedere l’elemosina nel salotto buono della città ?

I toni con cui è stata presentata l’iniziativa, poi sono addirittura degni della miglior commedia (se non fosse una tragedia…). Cosa ci sarà sulle bancarelle? Il Comandante della Polizia locale Baffa ci informa che “tutto ciò che è falsificazione dei marchi è stato distrutto, abbiamo però merce per così dire anonima senza loghi, in particolare braccialetti e tutta quella gamma di incensi e profumatori per le case, oltre ad ombrelli e accendini”. Merce pregiata, dunque, pare di capire… Penso che se tutti noi svuotassimo le soffitte potremmo organizzare un mercatino con materiale di maggior valore!

Quei pochi soldi che i ragazzi stranieri raccolgono con la vendita di questi oggetti sono di solito donati con intenzioni benefiche dai cittadini al di là del valore effettivo della merce. Quando si compra un accendino e si danno due euro al venditore, lo si fa soprattutto per dare una mano ad una persona in difficoltà.

E invece la nostra Giunta, da sempre forte con i deboli e debole con i forti, ha raccolto perfino anche la merce abbandonata dai venditori in fuga per l’arrivo dei vigili e intende sfruttare questo misero bottino per simulare una solidarietà poco convinta.

Perché invece non si danno risposte concrete a quanti da tempo chiedono l’assegnazione dei beni confiscati alla mafia per testimoniare la riconquista della legalità? Il caso del famoso locale Wall Street è solo un esempio…

Eh, ma certo, vuoi mettere prendersela con i venditori senegalesi? Non c’è paragone.. Complimenti, Sindaco, complimenti Assessore Teti e Vicesindaco Nava, davvero una bella dimostrazione di “solidarietà”.

Da parte nostra, faremo di tutto perché questo mercatino venga boicottato e invitiamo sin da ora i cittadini a non partecipare all’iniziativa e a versare i propri contributi alla Protezione Civile o alla Caritas.

mercoledì 8 aprile 2009

Stefano Citterio candidato per il collegio 1


Stefano Citterio è risultato il candidato più votato per il collegio Lecco 1 Abbadia - S.Stefano nelle primarie che si sono tenute domenica 29 marzo.
Sarà quindi in lista per il Partito Democratico nelle elezioni provinciali di giugno per la carica di consigliere provinciale.
Il circolo Lecco 2 del PD appoggia la candidatura di Stefano Citterio e invita tutti gli aderenti a votare per lui.
Ulteriori informazioni sul candidato possono essere ricavate dal sito www.stefanocitterio.it


sabato 21 marzo 2009

Aperitivo con i candidati

Giovedì 26 marzo alle ore 18 presso il bar Mojito di Viale Turati avrà luogo un aperitivo-incontro con i candidati delle primarie per il consiglio provinciale presentati dal nostro circolo.
Saranno presenti Stefano Citterio, Nila Colombo e Rinaldo Zanini  (candidati per il collegio 1 - S.Stefano/Abbadia) e Stefano Angelibusi  (candidato per il collegio 3 Castello, Olate, Rancio, Bonacina).

Informazioni sui candidati e sulle modalità di voto alle primarie sul sito del PD della città di Lecco www.pdlecco.com.

Vi aspettiamo!!

martedì 24 febbraio 2009

Online il nuovo sito del PD città di Lecco!!

Da qualche giorno è online il nuovo sito del PD della città di Lecco www.pdlecco.com

Sul sito è possibile trovare gli appuntamenti del PD lecchese e provinciale, scaricare documenti di interesse cittadino e partecipare ai forum di discussione.


domenica 15 febbraio 2009

Gazebo del circolo Lecco 2 in viale Turati

Sabato 14 febbraio in viale Turati il circolo Castello S.Stefano del PD ha organizzato un presidio sul tema della Crisi e del Lavoro. Si è colta l'occasione per segnalare gli sprechi della giunta Comunale di Lecco (vedi anche documento su www.pdlecco.com) e per segnalare agli abitanti dei quartieri le proposte del PD della città di Lecco.
In particolare, il PD ha più volte rinnovato alla Giunta  la richiesta dell'apertura dei parcheggi (via Balicco, via Grassi), che contano più di 700 posti auto e da anni sono negati ai cittadini. Finora le richieste dell'opposizione non sono state ascoltate, ma gli abitanti di Lecco, come testimoniato dai tanti che si sono avvicinati al nostro gazebo, sono davvero stufi.

mercoledì 4 febbraio 2009

L'ora della nostra tristezza

Un articolo di Barbara Spinelli pubblicato dalla Stampa di oggi (grazie a  MArio Tavola per la segnalazione)

Tutte le grida perentorie, che cingono come fasce di pietra Eluana e il suo viaggio nell’aldilà; tutti gli insulti, e le accuse di assassinio pronunciate da politici che non nomineremo per non appiattire quel che deve restare profondo: questo è triste, nelle ore in cui Eluana, assistita dalla legge, giace nella clinica che l’aiuterà a morire com’era nelle sue volontà, dopo diciassette anni di coma vegetativo permanente.

Tristezza è lo sgomento che irrompe quando ci si trova in una situazione senza uscita: la parola vien meno, a soccorrere non c’è che il balsamo del silenzio oppure quel sottile mormorio che si chiama amore ed è più forte, San Paolo lo sapeva, di ogni altra virtù: fede, speranza, dono della profezia e della lingua, conoscenza delle scienze, perfino sacrificio di sé, delle proprie ricchezze (1 Corinzi 13).

Quando s’affievoliscono fede e speranza, si può sempre ancora amare: in particolare il sofferente, il morente. Nel momento in cui non sai più guardare un altro essere con amore già sei nel biblico sheòl, scivoli nel nulla. Tristi son dunque le grida dei politici e anche dei vescovi: quando urlano all’omicidio.

E quando s’indignano con la magistratura e i medici, che hanno preso in mano il volere di Eluana per il semplice motivo che altra via non le era offerta. Non c’era una legge sul testamento biologico, non ci son state parole pudiche di comprensione, né una politica che tace invece d’infilarsi fin dentro la camera, privata, dov’è la soglia per entrare nel mondo o uscirne.

Non è la sola tristezza, che ci accompagna dal 2006, quando Welby ci parlò dal suo letto di non vita e non morte. C’è la tristezza di non potersi parlare gli uni con gli altri, di non poter guardare in faccia insieme il proliferare straordinario di paure, primordiali e moderne, legate alla morte. Quasi fin dalla nascita esse ci visitano: chi ha memoria dell’infanzia ricorda quei mesi, quegli anni, in cui il pensiero della morte d’un tratto ci attornia come acqua alta, in cui sembra inverosimile e atroce che i genitori possano morire, che anche noi passeremo di lì, che per ognuno verrà il turno. Il pensiero s’insinua come ladro nelle notti alte dei bambini, per poi lasciarli in pace qualche anno. Poi s’installa la paura del morire, più che della morte: naufragare in dolori insopportabili, o non riuscire a morire malgrado la fine sia lì accanto, ineludibile epilogo di mali incurabili. E infine la paura moderna: terribile, prossima al panico. La paura di non padroneggiare la vita e il morire, perché ambedue sono stati affidati a forze esterne. Il diritto al morire nasce dal dilemma fondamentale: chi è proprietario della morte? Come difendere gli espropriati: che siamo noi ma sono anche la natura e - per alcuni - Dio?

La scienza e la tecnologia medica hanno compiuto progressi che hanno stravolto il morire, essendo diventati i veri proprietari della soglia. Non si moriva così, restando per decenni nella vita-non vita, quando non esisteva il gigantesco potere che prolunga artificialmente la vita con tubi, macchine, farmaci. Non c’era bisogno di fissare limiti all’accanimento terapeutico o all’idratazione-alimentazione di pazienti che non patiscono più sete e fame. Non c’era il fossato scandalosamente enorme tra l’individuo cosciente, che può invocare la libertà di cura prevista dalla Costituzione (art. 32), e chi non ha più diritti essendo appeso alle macchine, e possiede una biografia uccisa in nome del diritto alla vita.

La stessa parola eutanasia andrebbe adattata alla straordinaria mutazione che viviamo, rinominata. Non si chiede la bella morte. Si chiede il permanere di un diritto prima della morte biologica, e il rispetto di questo diritto anche quando non c’è più coscienza. Questa strada è sottratta alla capacità dell’uomo di darsi sue leggi (di darsi auto-nomia), ma non è sottratta solo a lui. La proprietà passa a macchine che trasformano l’uomo in un mezzo, che si sorveglia e punisce allo stesso modo in cui son sorvegliati, nelle celle d’isolamento, i prigionieri. La prigione della tecnica che s’accanisce in nome di valori morali è terrorista: taglia le ali alla preparazione della morte, che è nostra intima e nobile aspirazione; tratta l’individuo non come fine ma come mezzo. Lo trasforma in uomo docile e utile per la politica, l’ideologia: quale che sia l’ideologia. Welby e Eluana dicono l’indisponibilità, assai meno prometeica delle macchine, all’esser docile, utile mezzo. È qui che insorge il panico: non solo di chi vuol staccare le sonde ma anche di chi, con amore eguale, non lo fa. La morte in sé non mette spavento: essa è terribile per chi sopravvive, Epicuro è saggio quando ricorda che «la morte non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è lei, e quando c’è lei non ci siamo più noi». Il panico dell’espropriato insinua il sospetto: può accadere che quando ci sarà lei (la morte) anche noi ci saremo, ma morti-viventi.

È un panico cresciuto mostruosamente: per questo urge riprendersi la morte. Non è un diritto che spossessa la natura, il sacro. Se fossero loro ad agire, moriremmo senza respiratori. Quel che vediamo è il trionfo della tecnica umana sull’umanità, la natura, il divino. L’autonomia del morente restituisce naturalezza e sacralità a un’esperienza inalienabile, sia che si stacchi la sonda sia che il malato non voglia farlo. L’etica del morire è una difesa della vita, perché risponde all’estendersi del bio-potere con la forza, vitale, della responsabilità. Risponde con il testamento biologico, per evitare che il paziente senza coscienza sia ucciso in vita. Risponde col rifiuto dell’accanimento terapeutico e, se il corpo non sente più fame e sete, dell’alimentazione-idratazione forzata. Risponde anche al timore di chi - non meno solitario - mantiene la sonda.

Anche questa solitudine va ascoltata: anche la paura dell’eutanasia, della morte della persona accelerata non per amore, ma in nome di volontà collettive, politiche. È già accaduto nella storia, e se esiste un tabù sull’eutanasia non è senza ragione. Non se ne può parlare leggermente (neppure dell’aborto si può): è talmente incerto il confine con il crimine. Chi decide infatti se una vita debba considerarsi indegna d’esser vissuta? Il malato o la società, la legge? Se decide il collettivo, il rischio è grande che non avremo la bella morte ma la morte utile alla società, alla razza, alla nazione, o alle spese sanitarie. L’eutanasia può estendere il bio-potere anziché frenarlo. Può snaturare la missione del medico, che vedrebbe i propri poteri ingigantiti non solo nel bene ma anche nel male. Ogni medico diverrebbe per il paziente una sfinge, scrive Hans Jonas: obbedirà a Ippocrate, cercando di sanare e lenire, o mi ucciderà per una sua idea di pietà o convenienza?

Scrive la Bibbia che la parola divina sorprese Elia in modo inaspettato, sul monte Oreb. Il vento soffiava ma la parola non era nel vento. Sopravvenne un terremoto ma la parola non era nel terremoto. S’accese un fuoco ma il Signore non era nel fuoco. Infine apparve: era una voce di silenzio sottile. È a quel punto che Elia si prepara all’incontro: non con discorsi prolissi ma coprendosi il volto col mantello (1 Re 19,11). Forse la voce di silenzio sottile si sente a malapena perché viene da dentro, dalla nostra coscienza. Se solo si potesse parlare così delle questioni essenziali, del vivere e morire. Sforzandosi di capire il diverso, scoprendo quel che è comune nelle paure. Scoprendo l’aporia, che è la condizione dell’esistenza in cui manca la via d’uscita, il dubbio s’installa, e d’aiuto sono il senso del tragico o il mormorare sottile. Lì stiamo: non da una parte il popolo della vita e dall’altra la cultura della morte, da una parte i credenti dall’altra gli atei. Ma tutti egualmente confusi, sperduti, assetati, poveri di parole.

Barbara Spinelli – La Stampa

lunedì 5 gennaio 2009

Caro sindaco, lasci stare i maschilisti e ci risolva i gravi problemi della città

Pubblichiamo qui sotto l'intervento di Umberto Cogliati apparso su La provincia di Lecco e relativo alla gestione della città da parte della Giunta Faggi 

Caro Sindaco, c'è da rimanere stupiti dalla sua intervista rilasciata a "La Provincia" sul numero di fine anno. Colpisce anzitutto la pretesa di giustificare con una serie di alibi la condizione non proprio invidiabile della città. Questo voler dare la colpa agli altri tradisce la sua debolezza nel guidare una città nella quale ci sono molti problemi che lei elude ed altri che lei ha in nota ma le sfuggono e non ce la fa a risolverli. Sa, la burocrazia, le procedure?litanie antiche, e prendiamole per vere, ma non dice che la sua Giunta e la sua maggioranza traballanti non c'entrano con la burocrazia e non sono così per colpa dei cittadini i quali, ci pare, sarebbero i destinatari dell'azione amministrativa, invece pagano la inadeguatezza della sua direzione politica, che non c'è. 
Mi scusi: lei afferma di avere carattere; lo metta a frutto, perché finora non s'è visto, non solo, l'impressione che se ne ha è che proprio le siano sfuggite di mano un po' troppe cose, e ci si chiede se è normale che lei "incassi" senza reazione tutto quanto la città e la stampa le addebitano in termini di ritardi, di sprechi, di incapacità di decidere?. Vede, i cittadini non si appassionano alle questioni dei suoi assessori per metà cacciati da lei e per altra metà cacciati da altri, né può importare che lei trovi gente che le sorride e poi la tradisce, o che ci sia di mezzo un "fattore donna" o i "pettegolezzi degli uomini" (poteva risparmiarceli), invece vorrebbero vedere andare in porto opere attorno alle quali si fanno solo infiniti discorsi e se ne subiscono i danni (depuratore), o delle quali si sente dire, in corso d'opera, che non si sa cosa farne (palazzo delle paure), oppure di interventi importanti ma "piccoli" come il "buco" dalla ferrovia su via Balicco, che se ne parla come se fosse il Duomo di Milano, per non dire dell'operazione per parcheggio e annessi del Serpentino o delle centinaia di posti macchina che da anni "giacciono" bloccati, o della "sala civica" comunale da tempo pronta in via Foscolo ma inspiegabilmente chiusa o, anche, degli esiti da "manuale delle cose da non fare" come il viale Turati o, perché no?, della piazza degli Affari (che affare!) ed ancora di altri problemi metà veri e metà falsi come il porticciolo o la quarta torre alla Meridiana, comunque sempre all'onore delle chiacchiere. 
Né si può, se me lo consente, lasciar capire di una unanimità nel Consiglio sul PGT (Piano di Governo del Territorio) come se quel Piano fosse cosa fatta mentre, ancora, è un nulla di fatto ma solo buone intenzioni, che, peraltro, e lo vedrebbe un orbo, si dovranno misurare su come "governare" quel poco di territorio lasciato libero dai palazzoni i quali, quelli sì, marciano ancora senza soste. Ricordo, signor Sindaco, una sua affermazione di anni addietro: l'obiettivo di una città verde (!)?.
E, ancora, abbiamo una città "decorata" da migliaia di scritte indecenti sui muri senza che se ne ponga problema. Come ci si abitua a non provare più vergogna nei confronti delle migliaia di studenti che vengono per i luoghi manzoniani e trovano porte chiuse e nessun servizio (nemmeno i cessi)? Ma anche il turismo è solo chiacchiera.
Avremmo gradito che un Sindaco un po' più Babbo Natale ci portasse in dono qualcosa di robusto: sapere delle misure per gli anziani in certi vecchi nuclei senza più servizi, come le sempre tante attese per avere una casa si avvierebbero a soluzione, sulla vivibilità nel caos urbano, su qualche strategia per facilitare soluzioni alla crisi economica e altri obiettivi in grado di invertire le tendenze più negative, ma, si legge, le priorità sono altre. L'impressione che se ne trae, signor Sindaco, è che le manchi quell'ansia di scegliere e veder risolte cose importanti, le più vere e le più sentite, manchi di conseguenza una politica delle scelte. Comunque Auguri!

Umberto Cogliati


03/01/2009