sabato 29 novembre 2008

Cena alla casa sul Pozzo

Il 10 dicembre alle 20 la Comunità di Via Gaggio organizza una cena multietnica alla Casa sul pozzo per sostenere il progetto Crossing.

Maggiori informazioni sul sito della Comunità: www.comunitagaggio.it

Indispensabile la prenotazione che si può far pervenire telefonando alla casa sul pozzo 0341 421427.


giovedì 20 novembre 2008

Tonnellate di cemento su Lecco


Sono un cittadino lecchese, innamorato della mia città. Forse dovrei dire di quello che resta della mia città! E per questo indignato per la scellerata gestione urbanistica che i nostri politici stanno operando. Chi viene a Lecco per la prima volta anche oggi non può fare a meno di restare stupito per la bellezza del paesaggio: le catene non interrotte di monti, il lago con i suoi seni e golfi, i boschi del Resegone che ancora incorniciano la città (per quanto?), l’acqua dei fiumi che la attraversano... Eppure da troppo tempo, un pezzo alla volta, lotto dopo lotto, l’amministrazione sta consumando il territorio gettando tonnellate di cemento per di più plasmato in modo rozzo: spazi verdi cancellati, alberi tagliati, palazzoni orrendi (chi, sano di mente, avrebbe potuto permettere l’ultima “opera” dell’impresa Carsana a San Giovanni?). Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; a Lecco l’ignoranza e l’interesse di pochi sta creando una bruttura che, al contrario, ci condannerà. Dobbiamo finirla di pensare solo in termini economici. La monetizzazione degli oneri urbanistici è la condanna delle città. La vera ricchezza sono gli alberi, sono i parchi dove i nostri bambini possono correre e giocare, sono i fiumi puliti che scorrono accanto a noi. E non ditemi che queste cose non possono convivere con la città. Andate a vedere una qualsiasi città del Nord Europa: Stoccolma, Berlino, Oslo, Copenaghen o le città della vicina Svizzera, Austria e Slovenia! Se la la ricchezza naturale e storica del nostro territorio fosse stata nelle mani di amministratori saggi oggi non avremmo da invidiare nulla a nessuna parte del mondo!  Bisogna indignarsi e trovare ogni forma di opposizione per fermare questo scempio. Perchè non concentrarsi sulla ristrutturazione dei nuclei storici dei nostri quartieri, perchè non adoperarsi per aumentare la classe energetica delle case esistenti rendendole più efficienti e meno inquinanti, perchè non iniziare una grande campagna a favore del solare, dell’eolico e del geotermico... Non invento nulla, sono proposte concrete che nel resto d’Europa stanno trovando da tempo attuazione: è il settore immobiliare declinato al “verde”, che sarebbe una fonte di reddito pressochè inesauribile anche per i nostri costruttori locali.

Stefano Citterio

martedì 18 novembre 2008

I ed.invernale SONICA FESTIVAL - raccolta firme per la musica LIVE a Lecco

E' da tempo che a Lecco e dintorni, dove oggettivamente ci sono belle e convincenti realtà musicali underground che vanno oltre scuole ed organizzazioni, scarseggiano gli spazi dove potersi esibire dal vivo. Scarseggiano i locali, che non riescono a scendere a compromessi con amministrazioni locali per ottenere spazi e tempi per musica Live, scarseggiano amministrazioni locali che intendono dare voce alla musica Live, scarseggiano locali in cui poter stare a bere una birra e ascoltarsi e ballarsi un Djset fino ad un orario decente... Scarseggiano i locali che non hanno scazzi per rumori molesti o che altro...
Arriva l'inverno e TUTTO SI CHIUDE! CERVELLI COMPRESI!

Ecco... Volevamo dare conto a questo problema con una raccolta firme che mettesse in luce questo "problema" / a noi caro...
Da un lato quindi, la mancanza di spazi e tempi per la musica Live, e dall'altro la mancanza di spazi e tempi per provare la propria musica.... o meglio.... ci sono sale prove private, ma costano veramente tanto e rimpinzano le casse di sconclusionati mercenari del "suono".


L'appuntamento è il 6 dicembre, il luogo il Libero Pensiero.. Se qualcuno vuole: pitturare cose, esporre foto, esporre idee... Siete i benvenuti!

Durante la serata musica dal vivo con i gruppi:

25 o'clock
La fine del Mondo
Vintage Violence
Nemesi

PROGETTO VAGABONDI 

Sei un artista? 
Fotografo, pittore, scultore, videomaker, attore, musicista, lanzichenecco?
Benissimo! Di qualsiasi arte ti occupi, gli spazi pubblici che le istituzioni ci concedono sono pochi, se non rari, se non irraggiungibili, se non inesistenti. Dovremo essere per sempre vagabondi? 
Girovagare speranzosi di trovare un mecenate o un'anima pia per poter finalmente mostrare la nostra creatività? 
Ecco quindi il progetto VAGABONDI. Stiamo raccogliendo quante più foto possibili di artisti che siano disposti a farsi una fotografia e spedirla, con il loro nome e di cosa si occupano artisticamente. Un modo per dimostrare alle istituzioni quanti siamo, quante sono le persone che hanno voci, mani, braccia e cervelli ancora in movimento, per creare intorno alla gente un mondo di consumo della cultura, e non di cultura del consumo. Tutti voi verrete proiettati nella serata della manifestazione culturale SONICA WINTER 08 il 6 dicembre prossimo al Circolo Libero Pensiero di Lecco. 
Per avere informazioni
Per mandare foto
Per aderire in qualsiasi forma al progetto
Per qualsiasi cosa

arsaqua@hotmail.com
bensuomi@wippies.fi

"Perchè a noi non piace stare fermi.
Perchè a noi non piacciono un sacco di altre cose.
Perchè a noi piace. tremendamente. l'entusiasmo.
e l'arte.
e l'energia.
la nostra.
la vostra.

Contribuisci all'evento.
Se sei un artista.
Se sei una persona.
Se sei un vagabondo.
O se hai due braccia.
E un cuore.
E del napalm."

SPARGI OVUNQUE.

SONICA STAFF

domenica 9 novembre 2008

UNA TELEVENDITA.... PARTICOLARE!

Giovedì sera su Unica ho assistito ad una televendita molto particolare: non si promuovevano pentole o materassi, ma si cercava di vendere sicurezza.

Presenti alla trasmissione il Sindaco Faggi, l’assessore alla Sicurezza Teti e il comandante dei vigili Baffa, il tema della serata erano le famose ordinanze sul decoro urbano e l’accattonaggio.

Ebbene, per quasi due ore i telespettatori hanno assistito ad un “one man show” (in questo caso occorrerebbe dire “woman”) nel quale si sponsorizzavano le ordinanze come unico strumento per risolvere il vero e unico problema della nostra città: l’insicurezza percepita.

“I cittadini mi fermano per strada e mi chiedono di fare qualcosa per le situazioni di degrado” ha affermato il sindaco. E cosa si inventano allora? Superpoteri al sindaco e al comandante Baffa, multe e confisca del piattino per chi chiede l’elemosina, caccia spietata all’ultimo venditore abusivo, fermato addirittura quando scende dal treno!! A parte che dovrebbero spiegarmi come  si fa a riconoscere un venditore abusivo quando scende dal treno, siamo sicuri che solo “ripulendo” da queste situazioni le due strade del nostro centro cittadino, la nostra qualità di vita ne risentirà positivamente?

Che dire allora dei parcheggi realizzati e mai aperti, delle soste selvagge in zona pedonale o sui marciapiedi (eh, certo, i vigili sono tutti occupati a fare la vedetta contro l’arrivo del “nemico”), dei cantieri che languono da anni incompiuti (la stampa locale lo ha testimoniato nelle ultime settimane con molta evidenza)?

E che dire ancora dei posti per i bambini che mancano nelle scuole primarie, delle barriere architettoniche che rendono la vita impossibile a chiunque debba spingere una sedia a rotelle o un passeggino, della totale mancanza di una programmazione culturale per la città?

Il Sindaco ha più volte richiamato durante la trasmissione la necessità della “cultura del rispetto”, ma non servirebbe anche un po’ di “rispetto della cultura”? I cinema chiudono, il teatro è sotto utilizzato, mancano strutture per far esprimere il talento dei nostri ragazzi che sanno recitare o suonare e poi ci lamentiamo che vadano tutti fuori dai bar a bere e disturbare fino a notte fonda.

Ho provato ad accennare queste cose nel corso di una telefonata in diretta durante la trasmissione, ma il sindaco ha bollato il mio intervento come “attacco politico di un rappresentante dell’opposizione” e si è ben guardata dal rispondere nel merito alle critiche da me mosse.

“Se non ci fosse l’opposizione io sarei regina”, ha chiosato ironicamente la Faggi, e forse questo è il suo sogno neanche tanto segreto.

Mi spiace deluderLa sig. Sindaco, l’opposizione c’è ed ha intenzione di farsi sentire sempre di più su questi temi di importanza cruciale per la nostra città.

Vittorio Campione

Portavoce del Circolo PD Lecco 2 (Castello-S.Stefano) - circolopdlecco2@libero.it

sabato 8 novembre 2008

Estetica ed etica per la città di Lecco

Un contributo di Don Angelo Cupini - Comunità di via Gaggio

Mi sono abituato a vedere le città, in giro per il mondo, partendo dalle periferie, dalla cura della sepoltura dei morti nei cimiteri, dalle informazioni offerte ai turisti. Se una città ha a cuore la sua vita non cura solo il salotto buono, mettendo sotto il tappetino tutto quello che è residuo e periferico. Mi è capitato di entrare in case dove le famiglie hanno cellofanato i mobili del salotto perché non prendano polvere; case da vedere e da ostentare ma non da vivere. Sono entrato in case povere, aperte ad accoglienti.

Queste ed altre cose mi sono tornate in mente quando ho ricevuto dallo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Lecco in data 17 ottobre la comunicazione nella quale “non si ritiene opportuno concedere l’utilizzo della Piazza Venti Settembre per motivazioni di ordine igienico-sanitario, (derivanti dalla programmata distribuzione di cibo e vino caldo su un’area pubblica) nonché dalla necessità di tutelare il decoro della piazza che è fra quelle di maggior pregio urbanistico ed ambientale della città”.

Questa la risposta alla richiesta che avevo firmato circa l’utilizzo della medesima piazza per lo svolgimento dell’iniziativa “La Notte dei Senza Dimora”.

Per dovere di cronaca e di verità devo anche dire che ci è stata offerta la possibilità di utilizzare un’altra area pubblica nella località Bione, “quale ad esempio l’area degli spettacoli viaggianti che già risulta attrezzata con impianti idonei”.

Scrivo questa nota dopo i dieci giorni canonici per far avere osservazioni scritte all’Ufficio comunale perché sia chiaro che non mi interessa controbattere una decisione della nostra Amministrazione; la mia preoccupazione è quella di continuare a sollevare degli interrogativi attorno al nostro vivere di cittadini responsabili.

Capisco l’inquietudine a tenere in ordine gli spazi e che risultino godibili da parte di tutti; l’investimento della comunità di via gaggio nella realizzazione de la casa sul pozzo lo testimonia inequivocabilmente.

Mi nasce il dubbio se questo sguardo non riveli altro. A tutti noi sarà capitato, di fronte ad alcune emergenze familiari, di riorganizzare la propria casa, dicendoci che chi  arriva è più importante del nostro ordine.

La mia domanda: per la nostra convivenza civile, che posto hanno le persone e i cittadini con delle difficoltà ? Le famiglie degli anni cinquanta del nostro territorio raccontano che il piatto di polenta, nella tavola poco fornita, era per il passante anonimo, che era il “Signore”.

Quali sono i valori condivisi nell’organizzare oggi la nostra vita ? quelli selettivi del denaro e dell’immagine ? Come ci stiamo attrezzando culturalmente e politicamente per affrontare le sfide delle nuove presenze (di persone più fragili o di stranieri che arrivano) ? Siamo in difesa o intelligentemente aperti alle integrazioni reciproche ? Il bene è più da esportare in altre regioni del mondo e meno da condividere riqualificando la nostra città ?

Per la crescita della bellezza umana della nostra città le varie ordinanze emesse dal Comune in questi tempi, servono ? Non mi sembra di vedere una altrettanta esplicita dichiarazione di passione e di prassi per la vita delle persone.

Siamo una città accogliente o questo aggettivo è rimandato al volontariato che deve essere accogliente mentre politica, finanza, religioni, interessi, giocano con altri registri ?

E oltre l’accoglienza quali investimenti facciamo per il futuro ? Cosa chiediamo a queste persone, riconoscendo competenze di umanità e tecniche; in modo particolare per i giovani ? Abbiamo fiducia nelle loro presenze ?

Ai tempi del progetto giovani della città di Lecco la comunicazione era: chi sono e cosa rappresentano i giovani per questa città ? E’ la domanda che riformulo per me ancora oggi: chi sono le persone oggetto delle ordinanze, ma non solo loro, per noi ? Accettare di interrogarci è non chiudere il futuro. Mi sostiene in questo la posizione di un amico acuto e penetrante come è stato don Abramo Levi: “noi non dovremmo né cercare il consenso, né rincorrere il dissenso, ma essere cercatori di senso”.        

Angelo Cupini    

sabato 1 novembre 2008

L'ipotesi (e la profezia) di Calamandrei

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.


calamandrei.jpgFacciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasfornare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Pendolari e nuovi orari

E' ormai nota la vicenda dei nuovi orari invernali che Trenitalia ha proposto per la tratta Milano-Lecco-Tirano. Senza modifiche, il piano comporterebbe notevoli disagi per migliaia di pendolari che dal territorio lecchese si spostano verso Milano per lavoro e studio. Il cambio di orari e la soppressione di treni e fermate – che suona come una beffa dopo il completamento del raddoppio dei binari – costringerebbe molti a indesiderate levatacce per giungere in orario ai luoghi di destinazione, e per altri (magari gli stessi, doppiamente sfortunati) ritarderebbe il ritorno a casa.

Immediate le reazioni di tanti sindaci del territorio, da Dervio a Olgiate, da Mandello a Calolzio ed altri ancora. Interventi che hanno anche sortito gli effetti sperati, con Trenitalia disponibile per alcuni convogli a tornare sui suoi passi.

E il capoluogo? Nessuna reazione. Il Comune non ha nemmeno partecipato alla presentazione ufficiale del piano orari. Forse gli amministratori non si sono ancora resi conto delle difficoltà che i nuovi orari provocheranno innanzitutto agli utenti ma anche alla città, poiché probabilmente i pendolari dei Comuni circostanti, ai quali sono stati tolti dei treni, affluiranno in massa a Lecco in orari già complicati per la circolazione.

In questi ultimi anni, come minoranza abbiamo avuto a cuore la situazione dei pendolari e siamo riusciti a smuovere l’amministrazione in più occasioni. Basta ricordare il sottopasso di via Balicco, già proposto come emendamento al bilancio 2008 ma bocciato dal centro-destra, che ora finalmente dovrebbe realizzarsi con fondi comunali, della Provincia e di RFI; o i parcheggi del centro Meridiana: in un ordine del giorno in Consiglio, votato anche dalla maggioranza, abbiamo chiesto che i posti auto – poiché sono pubblici – vengano aperti dalla prima mattina alla sera, così da garantirne la piena fruibilità anche a quanti prendono il treno in orari diversi da quelli di apertura del centro commerciale.

È possibile che anche stavolta Sindaco e Giunta non riescano ad assumere un’iniziativa forte e spontanea? Lecco, il capoluogo della provincia, non può accettare supinamente le proposte di Trenitalia e deve anzi reagire con convinzione per ribadire alle Ferrovie e alla Regione il carattere di servizio pubblico dei treni regionali e quindi la necessità che orari e qualità rispondano alle aspettative dei cittadini, che pagano questo servizio. 


MARTINO MAZZOLENI 

Consigliere Comunale PD Lecco