
Sono un cittadino lecchese, innamorato della mia città. Forse dovrei dire di quello che resta della mia città! E per questo indignato per la scellerata gestione urbanistica che i nostri politici stanno operando. Chi viene a Lecco per la prima volta anche oggi non può fare a meno di restare stupito per la bellezza del paesaggio: le catene non interrotte di monti, il lago con i suoi seni e golfi, i boschi del Resegone che ancora incorniciano la città (per quanto?), l’acqua dei fiumi che la attraversano... Eppure da troppo tempo, un pezzo alla volta, lotto dopo lotto, l’amministrazione sta consumando il territorio gettando tonnellate di cemento per di più plasmato in modo rozzo: spazi verdi cancellati, alberi tagliati, palazzoni orrendi (chi, sano di mente, avrebbe potuto permettere l’ultima “opera” dell’impresa Carsana a San Giovanni?). Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; a Lecco l’ignoranza e l’interesse di pochi sta creando una bruttura che, al contrario, ci condannerà. Dobbiamo finirla di pensare solo in termini economici. La monetizzazione degli oneri urbanistici è la condanna delle città. La vera ricchezza sono gli alberi, sono i parchi dove i nostri bambini possono correre e giocare, sono i fiumi puliti che scorrono accanto a noi. E non ditemi che queste cose non possono convivere con la città. Andate a vedere una qualsiasi città del Nord Europa: Stoccolma, Berlino, Oslo, Copenaghen o le città della vicina Svizzera, Austria e Slovenia! Se la la ricchezza naturale e storica del nostro territorio fosse stata nelle mani di amministratori saggi oggi non avremmo da invidiare nulla a nessuna parte del mondo! Bisogna indignarsi e trovare ogni forma di opposizione per fermare questo scempio. Perchè non concentrarsi sulla ristrutturazione dei nuclei storici dei nostri quartieri, perchè non adoperarsi per aumentare la classe energetica delle case esistenti rendendole più efficienti e meno inquinanti, perchè non iniziare una grande campagna a favore del solare, dell’eolico e del geotermico... Non invento nulla, sono proposte concrete che nel resto d’Europa stanno trovando da tempo attuazione: è il settore immobiliare declinato al “verde”, che sarebbe una fonte di reddito pressochè inesauribile anche per i nostri costruttori locali.
Stefano Citterio

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